No alla plastic tax: Confapi firma il manifesto che spiega perché la misura immaginata dal Governo è sbagliata

del 25.11.2019

Il Senato sta apportando le prime correzioni al disegno di legge di bilancio, che comprenderanno anche quelle sulla Plastic tax. Una tassa che danneggia imprese, ambiente e consumatori. Le associazioni di categoria maggiromente rappresentative delle piccole e medie imprese dei settori dell'agricoltura, commercio, artigianato e cooperazione, lanciano così un manifesto per dire "no". Eccolo:

LA PLASTIC TAX NON È UNA IMPOSTA “CIRCOLARE”!

Le imprese agricole, artigiane, commerciali, cooperative e la piccola e media industria aderenti a Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai, Confesercenti, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Confapi e Agci, fortemente impegnate da anni in azioni concrete ed efficaci, orientate alla sostenibilità ed all’economia circolare, ritengono che la “Plastic Tax” sia una misura inutilmente vessatoria vestita da “misura di salvaguardia ambientale”, non sostenibile nel breve periodo dal sistema economico e che non individua correttamente le azioni che avrebbero dovuto essere messe in campo per raggiungere efficacemente lo scopo di disincentivare l’uso della plastica.

La tassa rischia di tradursi in un prelievo ai danni di imprese e consumatori, senza produrre alcun effetto positivo per l’ambiente.

Colpire indifferentemente tutti i prodotti senza alcuna distinzione è una misura che contraddice ogni razionale politica di sostegno all’economia circolare, che non tiene conto, peraltro, che gli imballaggi in plastica, già oggi, sono gravati da prelievo ambientale che finanzia raccolta e riciclo e che è applicato in misura differenziata proprio in base alle caratteristiche dell’imballaggio.

Questo manifesto è rivolto al Governo, ai politici, ma anche ai consumatori ed a tutte le imprese, agricole, artigiane, commerciali, cooperative e la piccola e media industria, che operano sul territorio.

LA PLASTIC TAX

1. NON è SOSTENIBILE sotto il profilo ambientale sociale ed economico, ma è una imposta finalizzata soltanto ad aumentare le entrate pubbliche

2. NON è uno strumento di promozione e sviluppo delle attività di riciclaggio e di recupero

3. NON orienta la transizione delle imprese verso tecnologie più efficienti sotto il profilo ambientale e non orienta i consumi

4. NON È UNO STRUMENTO DI PREVENZIONE in quanto non riduce la produzione di rifiuti

5. NON è a favore dei cittadini perché aumenta i prezzi dei prodotti

6. NON CREA LAVORO e penalizza la competitività di importanti settori su cui si fondano le fortune del Made in Italy: agroalimentare, artigianale, biomedico, cosmetico

7. NON TIENE CONTO del potenziale di sostituibilità delle diverse tipologie di imballaggio

8. NON è in LINEA CON le strategie comunitarie in materia di riduzione della plastica

9. NON è coordinata con altri contributi ambientali che già gravano plastiche ed imballaggi per finanziare la raccolta e l’avvio al riciclo

10. NON è stata oggetto di confronto e di approfondimento sulle ricadute ambientali, economiche e sui consumi che è destinata a produrre

COSA CHIEDIAMO

* soppressione della Plastic Tax

* creazione di misure incentivanti accessibili a tutte le imprese di ogni ordine, grado e dimensione per la conversione alla circolarità dei processi produttivi, per la produzione e l’utilizzo di prodotti plastic free e di plastiche riciclate e riciclabili

* creazione di una task force tra organizzazioni imprenditoriali ed i Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, dell’Innovazione, delle Politiche agricole e delle Finanze con l’obiettivo di promuovere sostenibilità ed economia circolare in linea con le strategie europee ed a vantaggio dei citta ittadini e della competitività delle imprese.

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

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