REDDITO DI CITTADINANZA, ECCO I NUMERI DI UN FLOP

del 31.07.2019

4.491 i nuclei coinvolti a Padova, 27 mila le domande accolte in Veneto. Confapi: «Non è trasferendo risorse da chi lavora a chi non lavora che si sostiene la crescita»

In Veneto gli ultimi dati diffusi dall’Inps dicono che al 17 luglio erano 52 mila le domande presentate ma solo 27.517 quelle accolte e oltre 4.000 in lavorazione. In totale sono coinvolte quasi 60 mila persone, circa l’1,3% dei 4,9 milioni di veneti. Se guardiamo alle province quella con più nuclei famigliari coinvolti nel reddito di cittadinanza, in valore assoluto, è Verona (4.571), a seguire Padova (4.491), Venezia (3.771), Vicenza (3.293), Treviso (3.227), Rovigo (1.684) e Belluno (586). Ciò che manca ancora, vistosamente, all’appello sono i famosi navigator, vale a dire la parte di politiche attive per l’offerta di un lavoro vincolata alla card. I 143 assegnati da Anpal entreranno in servizio il 2 di settembre, come previsto. 

L’assegno medio mensile più alto va a Rovigo (462,38 euro), poi Padova (457,6), Treviso (456,27), Vicenza (453,91), Verona (444,31), Venezia (437,58) e Belluno (418,39).

La posizione di Confapi Padova sulla misura è stata ribadita in più occasioni. «Non è certo trasferendo risorse da chi lavora a chi non lavora che si sostiene la crescita e perché l’aumento del debito, necessario per finanziare la misura, si ripercuoterà nel medio termine sulle tasche degli italiani. Il Veneto versa ogni anno oltre 46 miliardi di tasse all’Erario, su 493 miliardi complessivi di introiti in Italia, vale a dire il 9,3% di quanto viene raccolto nell’intera nazione. Il confronto con altre regioni dà l’idea della sproporzione tra il contributo del Veneto alle casse dello Stato e il ritorno al territorio in termini di sussidi», ha avuto modo di affermare il presidente di Confapi Padova Carlo Valerio. «Siamo convinti che sia prioritario creare opportunità di lavoro soprattutto per i giovani e sostenere le imprese adeguando a criteri ancor più innovativi sia il sistema di welfare sia quello previdenziale, senza gravare ulteriormente la spesa pubblica».

Fonte immagine: Mattino di Padova

Diego Zilio

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

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