LAVORO, RITRATTO DEL TERRITORIO PADOVANO: 421 MILA OCCUPATI, PER IL 29% NEL MANIFATTURIERO

del 04.07.2019

 

LAVORO, RITRATTO DEL TERRITORIO PADOVANO:
421 MILA OCCUPATI, PER IL 29% NEL MANIFATTURIERO
Tasso di occupazione più alto di quello veneto (67,8%)
ma l’UE viaggia più veloce di noi
Buona norma: astenersi dal commentare i dati mensili sul mercato del lavoro. A farlo, il rischio è di magnificare o deprecare le politiche del governo in carica sulla base di variazioni a volte nemmeno statisticamente rilevanti. Fabbrica Padova in questo articolo offre invece un quadro di insieme sullo scorso anno nel territorio.
Nel 2018, stando ai dati messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Padova attraverso il rapporto “Il mercato del lavoro in provincia di Padova”, il saldo assunzioni-cessazioni dei lavoratori dipendenti è rimasto positivo per il 4° anno consecutivo attestandosi a 6.740 unità, pur collocandosi al di sotto dei risultati del triennio precedente. Si conferma l’aumento delle assunzioni (+5,2%) superiore a quanto avviene in regione, anche se la variazione risulta inferiore a quella registrata nel 2017 (+16,7%). Questa tendenza si riscontra sia per la componente maschile (+5,6%) che in misura relativamente inferiore anche per quella femminile (+4,4%).
Le nuove assunzioni prevalgono ancora i contratti a tempo determinato (68.195 unità pari al 54,8% del totale) rispetto ai contratti a tempo indeterminato (22.270 unità pari al 17,9%) che registrano tuttavia una parziale ripresa sul totale delle assunzioni.
Nell’ultimo anno sono i contratti di apprendistato (+14,3%) a registrare la crescita maggiore seguiti dai contratti a tempo indeterminato (+12,4%) e, in misura più contenuta, determinato (+6,7%), mentre si verifica un calo per i contratti di lavoro somministrato (-5,9%).
A livello settoriale, la dinamica dei saldi rimane positiva, con valori di +3.265 unità per i servizi (in calo rispetto al triennio precedente in cui erano risultati superiori alle +5 mila unità), di +3.165 per l’industria e di +265 unità per l’agricoltura, in entrambi i casi con il risultato migliore dal 2008.
L’insieme delle ore di CIG concesse nella provincia è di 2,1 milioni con una diminuzione di -2,4 milioni (pari in termini percentuali a -54,1%) rispetto all’anno precedente con una flessione quindi superiore a quella che egualmente si registra nel Veneto (-34,4%). In termini assoluti, l’entità della CIG risulta inferiore a quanto registrato per gli anni 2008-2017, pur se il valore non si riporta al di sotto dei livelli raggiunti prima della crisi (mediamente attorno a 1,4 milioni di ore tra il 2000 e il 2007).
Il tasso di occupazione totale (come rapporto tra occupati e popolazione con più di 15 anni) per la provincia di Padova viene stimato dall’Istat al 67,8% valore che rimane al di sopra del dato nazionale (58,5%) ed anche del Veneto (66,6%), dopo che nei quattro anni precedenti era risultato inferiore ad esso; rimane tuttavia più contenuto rispetto alla media U.E. (68,5%).
Nell’ultimo anno si conferma della ripresa del tasso di occupazione già intervenuta nel biennio precedente dopo le flessioni che avevano caratterizzato il triennio 2013-2015: nel 2018 il tasso di occupazione nella provincia aumenta infatti di +2,2 punti (rispetto al +2,3 dell’anno precedente) al di sopra quindi di quanto avviene nel Veneto e in Italia (+0,6 in entrambi i casi), collocando la provincia al terzo posto in regione dopo Vicenza (+3,1) e Rovigo (2,3 punti).
Il tasso di disoccupazione nella provincia si attesta al 5,8% (in parte al di sopra dell’8% del 2016), con un miglioramento significativo), rispetto ai valori degli ultimi sei anni e risulta più contenuto sia rispetto al Veneto (6,4%) che all’Italia (10,6%).
Il tasso di occupazione giovanile (classe 15-24 anni) segna un ridimensionamento nel 2018 (19,7% contro il 22,5% del 2017) pur rimanendo al di sopra delle percentuali registrate tra il 2013 e il 2016 e con un valore ancora superiore all’Italia (17,7%), ma nuovamente al di sotto del Veneto (23,1%) a conferma di una tendenza in atto dal 2013. Si verifica peraltro un calo del tasso di disoccupazione giovanile che si attesta al 26,1% (contro il 32,4% dell’anno precedente) per cui la diminuzione delle persone alla ricerca di lavoro questa fascia di età segnala quindi l’aumento dei giovani inattivi, considerata la ricordata contemporanea flessione del tasso di occupazione.
Da un punto di vista strutturale, mediamente, il numero di occupati nella provincia è pari a 420.918 unità nel 2018, di cui 329.575 lavoratori dipendenti (78,3% del totale) e 91.343 indipendenti (21,7%).
A livello settoriale, nel terziario rimane prevalente la concentrazione degli occupati con 268.874 unità (63,9% del totale) seguito dal manifatturiero (123.629 unità, 29,4%), dalle costruzioni (21.765 unità 5,2%) e dall’agricoltura (6.649 unità 1,6% del totale). Padova è l’undicesima provincia italiana per numero di occupati con l’1,8% del totale nazionale ma si colloca al 1° posto nel Veneto con il 19,7% del totale regionale la provincia.
Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

Tasso di occupazione più alto di quello veneto (67,8%) ma l’UE viaggia più veloce di noi

Buona norma: astenersi dal commentare i dati mensili sul mercato del lavoro. A farlo, il rischio è di magnificare o deprecare le politiche del governo in carica sulla base di variazioni a volte nemmeno statisticamente rilevanti. Fabbrica Padova in questo articolo offre invece un quadro di insieme sullo scorso anno nel territorio.

Nel 2018, stando ai dati messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Padova attraverso il rapporto “Il mercato del lavoro in provincia di Padova” (da cui è tratta la tabella in alto), il saldo assunzioni-cessazioni dei lavoratori dipendenti è rimasto positivo per il 4° anno consecutivo attestandosi a 6.740 unità, pur collocandosi al di sotto dei risultati del triennio precedente. Si conferma l’aumento delle assunzioni (+5,2%) superiore a quanto avviene in regione, anche se la variazione risulta inferiore a quella registrata nel 2017 (+16,7%). Questa tendenza si riscontra sia per la componente maschile (+5,6%) che in misura relativamente inferiore anche per quella femminile (+4,4%).

Le nuove assunzioni prevalgono ancora i contratti a tempo determinato (68.195 unità pari al 54,8% del totale) rispetto ai contratti a tempo indeterminato (22.270 unità pari al 17,9%) che registrano tuttavia una parziale ripresa sul totale delle assunzioni.

Nell’ultimo anno sono i contratti di apprendistato (+14,3%) a registrare la crescita maggiore seguiti dai contratti a tempo indeterminato (+12,4%) e, in misura più contenuta, determinato (+6,7%), mentre si verifica un calo per i contratti di lavoro somministrato (-5,9%). A livello settoriale, la dinamica dei saldi rimane positiva, con valori di +3.265 unità per i servizi (in calo rispetto al triennio precedente in cui erano risultati superiori alle +5 mila unità), di +3.165 per l’industria e di +265 unità per l’agricoltura, in entrambi i casi con il risultato migliore dal 2008.

L’insieme delle ore di CIG concesse nella provincia è di 2,1 milioni con una diminuzione di -2,4 milioni (pari in termini percentuali a -54,1%) rispetto all’anno precedente con una flessione quindi superiore a quella che egualmente si registra nel Veneto (-34,4%). In termini assoluti, l’entità della CIG risulta inferiore a quanto registrato per gli anni 2008-2017, pur se il valore non si riporta al di sotto dei livelli raggiunti prima della crisi (mediamente attorno a 1,4 milioni di ore tra il 2000 e il 2007).

Il tasso di occupazione totale (come rapporto tra occupati e popolazione con più di 15 anni) per la provincia di Padova viene stimato dall’Istat al 67,8% valore che rimane al di sopra del dato nazionale (58,5%) ed anche del Veneto (66,6%), dopo che nei quattro anni precedenti era risultato inferiore ad esso; rimane tuttavia più contenuto rispetto alla media U.E. (68,5%).

Nell’ultimo anno si conferma della ripresa del tasso di occupazione già intervenuta nel biennio precedente dopo le flessioni che avevano caratterizzato il triennio 2013-2015: nel 2018 il tasso di occupazione nella provincia aumenta infatti di +2,2 punti (rispetto al +2,3 dell’anno precedente) al di sopra quindi di quanto avviene nel Veneto e in Italia (+0,6 in entrambi i casi), collocando la provincia al terzo posto in regione dopo Vicenza (+3,1) e Rovigo (2,3 punti).

Il tasso di disoccupazione nella provincia si attesta al 5,8%, con un miglioramento significativo rispetto ai valori degli ultimi sei anni e risulta più contenuto sia rispetto al Veneto (6,4%) che all’Italia (10,6%).

Il tasso di occupazione giovanile (classe 15-24 anni) segna un ridimensionamento nel 2018 (19,7% contro il 22,5% del 2017) pur rimanendo al di sopra delle percentuali registrate tra il 2013 e il 2016 e con un valore ancora superiore all’Italia (17,7%), ma nuovamente al di sotto del Veneto (23,1%) a conferma di una tendenza in atto dal 2013. Si verifica peraltro un calo del tasso di disoccupazione giovanile che si attesta al 26,1% (contro il 32,4% dell’anno precedente) per cui la diminuzione delle persone alla ricerca di lavoro questa fascia di età segnala quindi l’aumento dei giovani inattivi, considerata la ricordata contemporanea flessione del tasso di occupazione.

Da un punto di vista strutturale, mediamente, il numero di occupati nella provincia è pari a 420.918 unità nel 2018, di cui 329.575 lavoratori dipendenti (78,3% del totale) e 91.343 indipendenti (21,7%). A livello settoriale, nel terziario rimane prevalente la concentrazione degli occupati con 268.874 unità (63,9% del totale) seguito dal manifatturiero (123.629 unità, 29,4%), dalle costruzioni (21.765 unità 5,2%) e dall’agricoltura (6.649 unità 1,6% del totale). Padova è l’undicesima provincia italiana per numero di occupati con l’1,8% del totale nazionale ma si colloca al 1° posto nel Veneto con il 19,7% del totale regionale la provincia.

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