MORELLO RITTER: «L'ITALIA DEVE TORNARE UN PAESE PER GIOVANI»

del 11.01.2016

«Se lo Stato non rispetta i tempi impossibile affrontare il rischio imprenditoriale»

Quanti sono i giovani imprenditori del territorio? Gli ultimi dati estrapolati dal Registro Imprese della Camera di commercio di Padova e basati sugli under 29, dicono che i soggetti che ricoprono cariche imprenditoriali in provincia sono 5.389, pari al 3,8% del totale degli imprenditori. La diminuzione che nuovamente si verifica confrontando il dato del 30 settembre 2015 con l’anno precedente (-4,9%) è inferiore a quella del 2014 (-5,5%) e si presenta più contenuta per la componente femminile (-1,6%), ma rimane presente.

«E’ un calo che non mi stupisce» commenta Jonathan Morello Ritter, presidente dei Giovani imprenditori di Confapi Industria Veneto. «E alle spalle del quale sono presenti diversi fattori. Sono almeno due le considerazioni principali. La prima riguarda le start up: oggi esistono forme di agevolazione destinate alle start up innovative - che dunque rispondono a determinati criteri, come ad esempio destinare almeno il 15% del maggiore tra fatturato e costi annui ad attività di ricerca e sviluppo o avere un terzo della propria forza lavoro costituita da ricercatori - ma è chiaro che la gran parte delle aziende non può rispondere a questi parametri e che le porte di accesso al credito per loro spesso sono sbarrate. Peraltro, per quanto riguarda le opportunità di finanziamento destinate alle aziende “tradizionali”, vengono privilegiate imprese destinate a sviluppare servizi e non le società di “prodotti”. Col risultato che, per essere brutali, ci si trova di fronte a una fioritura di aziende che creano siti web mentre spariscono quelle che del settore manifatturiero».

«La seconda considerazione affronta il problema, per così dire, a monte» prosegue Morello Ritter. «Con quali prospettive un giovane dovrebbe assumersi il rischio d’impresa di fronte a una Pubblica Amministrazione che, in certe aree del Paese, arriva a pagare i propri fornitori persino con 1.300 giorni di ritardo? Una grande azienda può non porsi il problema. Ma una nuova impresa, che nasce piccola e poco strutturata e al prezzo di sacrifici e iniziali indebitamenti, rischia di essere uccisa nella culla: ed è per questo che un potenziale nuovo imprenditore ci pensa bene prima di assumere certi rischi. E’ il motivo per cui in sede nazionale abbiamo elaborato le 10 proposte, presentate al Governo, per provare a risolvere definitivamente il problema dei ritardi nei pagamenti nella PA».

Il calo complessivo dei giovani imprenditori negli ultimi dodici mesi riflette il loro ridimensionamento in tutti i principali settori (in termini assoluti in misura maggiore nelle costruzioni e nel commercio-turismo, attività immobiliari e manifatturiero). Anche per giovani titolari di impresa l’andamento è negativo (-3,9% pur se contro il -6,2% alla stessa data del 2014) se si escludono però le donne titolari di questa fascia di età che segnano invece un aumento del +2,3% (il maggiore degli ultimi 4 anni), variazione che risulta ancora più elevata non considerando l’agricoltura (+3,3% per l’insieme delle titolari nell’industria-terziario, effetto interamente della crescita nelle attività del commercio-turismo e dei servizi).

Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it