BRUSCINO: «IL RITARDO NEI PAGAMENTI DELLA PA E’ UN CANCRO INACCETTABILE PER LE NOSTRE PMI»

del 11.01.2016

«Gli imprenditori under 40 una forza attrattiva in grado di superare le divisioni tra le confederazioni. Il Veneto? Un esempio per tutti»

Dalla non fallibilità per le pmi affette da ritardi dei tempi medi di pagamento, alla sospensione fiscale del II acconto Irpef, Ires e Irap, passando per l’esenzione da verifica Durc con la fissazione di una soglia per gli importi inferiori a 10 mila euro, arrivando all’emissione di titoli di Stato che supportino finanziariamente le pmi. I Giovani Imprenditori di Confapi hanno affidato alle mani dell’Europa e del Governo Italiano 10 soluzioni a costo zero (l’elenco è disponibile a questo link) «per sconfiggere il cancro dei tempi inaccettabili di pagamento della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese» per usare le parole del presidente Angelo Bruscino. A un anno dal suo insediamento alla guida del Gruppo che riunisce gli imprenditori under 40 della Confederazione delle piccole e medie industrie, Confapi Padova lo ha intervistato in esclusiva.

Che reazione avete avuto alle 10 proposte?

«Porto due considerazioni. La prima: nella Legge di Stabilità 2016, approvata dopo la presentazione del nostro documento, è stato istituito un fondo per aiutare le aziende che avanzano crediti nei pagamenti e che servirà a sostenere le pmi in difficoltà. La cifra stanziata non è enorme, si stratta di 10 milioni di euro, ma è una prima risposta dopo lo “zero” degli scorsi anni. La seconda considerazione riguarda la risposta mediatica avuta, ed è anche questa molto positiva: il tema dei debiti della PA è tornato finalmente alla ribalta con articoli e servizi nei principali tg nazionali, dopo essere rimasto a lungo avvolto nel silenzio».

Come mai un tema così delicato e di proporzioni tanto ampie per un certo periodo è scomparso dall’agenda dei principali mezzi di comunicazione?

«Credo che dipenda dal fatto che le principali confederazioni, con in primis Confindustria, non lo hanno ritenuto una priorità. Perché? Perché le grandi imprese hanno altre possibilità di finanziamento e non sentono il problema quanto le pmi. Confapi ha avuto il merito di risollevare la questione».

Perché queste proposte sono state formulate proprio dai Giovani? Quali peculiarità le contraddistingue?

«Il nostro è un Gruppo Giovani particolare, anche grazie all’ampia libertà di azione che ci concede il presidente confederale Maurizio Casasco. Vedete, all’ordine del giorno, nei programmi degli altri gruppi giovani ci sono essenzialmente argomenti come le start-up e il ricambio generazionale. Sono gruppi composti in maniera preponderante da figli di papà che si stanno facendo le ossa nell’azienda di famiglia. In Confapi il quadro è diverso: nel nostro Gruppo figurano tanti giovani che vivono il rischio imprenditoriale in prima persona, che firmano contratti e danno lavoro. E’ giusto porre all’attenzione la questione delle start-up ma non dobbiamo dimenticare le aziende che già esistono e lottano ogni giorno per rimanere in piedi. Noi lo facciamo. Cito solo un dato: nel 2015 sono fallite 52 aziende al giorno. In un certo senso, noi siamo dei sopravvissuti. E dobbiamo battere il martello sull’incudine dei problemi che già sono presenti».

Quale ruolo ricoprono realmente i Giovani Imprenditori all’interno della Confederazione?

«E’ duplice. Da una parte dobbiamo essere i “guardiani del faro” e ricordare agli imprenditori senior che il futuro è legato a noi. Dall’altra, proprio per questo, abbiamo il dovere di mettere in gioco il nostro volto, le nostre azioni e il nostro coraggio. Non a caso, all’ultimo nostro incontro nazionale, lo scorso 11 dicembre a Roma, abbiamo lavorato per coinvolgere il Sottosegretario al Mise Enrico Zanetti e l’Onorevole Antonio Tajani, che già avevano portato avanti le nostre battaglie in campo nazionale ed europeo».

Negli ultimi anni sono fiorite nuove sigle e correnti che hanno diviso il mondo imprenditoriale: pensa che i Giovani possano svolgere una funzione “coagulante” fra queste realtà?

«Sicuramente, e abbiamo avuto modo di sperimentarlo direttamente. Fra i vari Gruppi under 40 delle differenti confederazioni esiste uno spirito collaborativo, in virtù di una sorta di alleanza generazionale, che a livello senior purtroppo non si trova. Penso che i Giovani di Confapi possano esercitare una notevole forza attrattiva, potenzialmente in grado di risolvere i conflitti oggi esistenti».

A livello personale, dove si vede al termine del mandato triennale che ricopre?

«Sono fermamente convinto che il presente sia l’unico tempo che valga la pena di vivere. Il mio mandato scadrà il 28 novembre 2017. Quando arriverà quel giorno valuterò in che modo sarà possibile continuare a offrire il mio contributo».

A livello locale, qual è il rapporto con i Giovani di Padova e del Veneto guidati da Jonathan Morello Ritter?

«Credo che alcune delle proposte più innovative degli scorsi mesi siano giunte proprio dalla realtà territoriale veneta. Mi riferisco, in particolar modo, alla creazione di Confapi Credit, best practice che dovrebbe essere portata ad esempio negli altri territori: il credit crunch è uno dei principali problemi che affliggono le imprese, voi riuscite a offrire una risposta concreta alle aziende. E c’è anche un altro aspetto per cui il vostro territorio è modello: riguarda l’ampia visibilità che avete saputo dare, anche a livello mediatico, all’attività svolta quotidianamente».

Lei ha da poco pubblicato con Mondadori il saggio “Il bivio. Sogni e speranze dei giovani italiani in tempo di crisi”, un’istantanea di storie dei giovani italiani, che oggi vivono e si barcamenano tra numerose incertezze, tra crisi economica e sociale, tassi di disoccupazione soprattutto giovanile mai toccati prima e una visione del futuro che sembra più nera del passato. Com’è stato accolto?

«Per quanto riguarda le vendite ancora non so rispondere» sorride Bruscino, «perché la Mondadori mi darà il resoconto dei risultati soltanto fra un anno. So però che il libro è alla seconda ristampa, e accolgo la notizia positivamente. Al di là di questi aspetti, sono contento di averci lavorato, perché mi ha permesso di incontrare, sia in fase di preparazione che nel corso degli eventi in cui lo promuovo, molti giovani imprenditori e ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro, mi ha dato la possibilità di comprendere i loro problemi e scoprire significative nuove realtà di successo. Era quello che desideravo quando l’ho scritto».

Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
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