BRUSCINO: «FACCIAMO LOBBY PER FAR RIPARTIRE IL PAESE»

del 10.12.2014

Intervista al nuovo presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confapi: «Oggi in Italia esiste un’asimmetria terribile tra chi ha troppe tutele e chi non ne ha nessuna»

Andiamo a conoscere meglio Angelo Bruscino, il nuovo presidente dei Giovani imprenditori Confapi, il gruppo che riunisce gli imprenditori under 40 della Confederazione delle piccole e medie industrie. Già presidente dei Giovani Imprenditori di Confapi Campania, Bruscino è amministratore e socio di importanti imprese nella green economy impegnate nel recupero delle materie prime derivanti dalla raccolta differenziata e alla depurazione delle acque. Ha stabilimenti in tutta Italia e centinaia di dipendenti.

Quali saranno i punti chiave del suo mandato alla guida dei Giovani Imprenditori di Confapi?

«Il primo punto è ripartire da una nuova concezione dei giovani imprenditori, ossia il fatto che non sono come nell’immaginario collettivo figli di papà che stazionano in associazione in attesa di ricevere un ruolo nelle proprie aziende, ma sono imprenditori a tutti gli effetti con tutte le loro grandi e piccole responsabilità, dal pagamento degli investimenti, alle scelte di strategia industriale».

Come si muoverà nei primi 100 giorni del suo mandato?

«Nei primi cento giorni costruiremo un nuovo modo di comunicare e dare testimonianza delle tante attività dei gruppi territoriali e nazionali, creeremo un modello di best practice riconoscibile da tutti gli stakeholder istituzionali, locali e dalle altre aziende per incentivare anche lo sharing economico e culturale».

Nessuno ha la bacchetta magica, ma quali sono gli interventi più urgenti per far ripartire l’economia del Paese?

«La prima in assoluto l’alleggerimento della burocrazia vero male oscuro di questo paese, che ci mutila in tante iniziative. Poi l’incapacità di dare credito economico e aggiungerei morale alle nostre nuove leve, alle buone idee e ai tanti italiani uomini e donne, soprattutto a quelli che sono partiti adesso e hanno meno dei due bilanci richiesti dagli istituti di credito».

Cosa può fare una confederazione come Confapi?

«La nostra associazione può fare la differenza portando le battaglie di tante Pmi nelle sedi opportune, come Gruppo Giovani ci auguriamo di fare quando è possibile quella piccola o grande differenza nel proporre soluzioni, modifiche legislative, insomma lobby positiva per far ripartire il Paese. E lo dice uno dei milioni di ragazzi italiani che si sente il futuro addosso, durante la mia elezioni ho conosciuto decine di giovani imprenditori italiani, impegnati tanto nel nostro paese nella manifattura, nell’agroalimentare, quanto nei servizi e nella moda, come ragazzi che esportano in 37 paesi nel mondo, insomma mi sento di rappresentare sul serio quel pezzo di Italia che il domani lo ha nelle mani e nel cuore, noi non scappiamo anzi restiamo per fare grande le nostra aziende e la nostra nazione».

In queste settimane si è ovviamente discusso molto attorno al Jobs Act e all’articolo 18: qual è la sua posizione a riguardo?


«La mia è una posizione soprattutto di tipo generazionale e culturale, oggi in Italia esiste una asimmetria terribile tra chi ha troppe tutele e chi non ne ha nessuna che si traduce in una differenza sociale padri/figli troppo elevata e che determina molte, troppe storture. In generale penso che in una condizione di merito di mercato o personale sia folle mandare via qualcuno, quindi il punto non è la libertà di licenziare, ma dare a tutti la possibilità di esercitare il proprio diritto, acquisito però perché si compie il proprio dovere. Noi rappresentiamo quel mondo di imprese in cui l’imprenditore vive la fabbrica con i propri lavoratori, noi siamo il 92% del sistema paese quindi ben vengano le riforme che cambiano meccanismi culturali consolidati e che non puntino sul merito. Detto questo, quello di cui abbiamo bisogno è altro: si liberi l’Italia dalla maledetta macchina dei burocrati, dai ricorsi facili e infiniti e forse raggiungeremo di nuovo vette inaspettate».

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Nella foto Bruscino e Morello Ritter in Associazione

Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
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