Casasco: “Sull’ex Ilva non si cambiano le carte in tavola: a rischio la credibilità del Paese”

del 27.06.2019

“Con preoccupazione Confapi sta seguendo gli sviluppi che riguardano la ex Ilva di Taranto, dove è in gioco la credibilità e la tenuta dell’intero sistema Paese, oltre al futuro non solo dei dipendenti diretti ma anche di quelli dell’indotto che lavorano nella stragrande maggioranza per le nostre piccole e medie industrie". Con queste parole il presidente Casasco commenta le ultime delicate ore e le prese di posizione di AncelorMittal e del Governo sullo stabilimento siderurgico pugliese.
 
“Facciamo appello al senso di responsabilità di tutte le parti in causa coinvolte – prosegue Casasco – perché è inaccettabile portare avanti politiche industriali in un quadro di regole incerte e soggette a cambiamenti, che mette a rischio non solo la continuità industriale dell’ex Ilva ma in generale gli investimenti nel nostro Paese, che come sappiamo ha bisogno di crescita, sviluppo, lavoro e certezza normativa”.
 
“Il problema delle garanzie legali va risolto al più presto, occorre chiarezza, certezza delle regole e la definizione di un percorso condiviso che rimetta in moto lo stabilimento: un Paese moderno non può navigare a vista e rischiare che il 6 settembre chiuda una delle più importanti realtà industriali dell’Italia”.
Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

“Con preoccupazione Confapi sta seguendo gli sviluppi che riguardano la ex Ilva di Taranto, dove è in gioco la credibilità e la tenuta dell’intero sistema Paese, oltre al futuro non solo dei dipendenti diretti ma anche di quelli dell’indotto che lavorano nella stragrande maggioranza per le nostre piccole e medie industrie". Con queste parole il presidente Casasco commenta le ultime delicate ore e le prese di posizione di AncelorMittal e del Governo sullo stabilimento siderurgico pugliese.

“Facciamo appello al senso di responsabilità di tutte le parti in causa coinvolte – prosegue Casasco – perché è inaccettabile portare avanti politiche industriali in un quadro di regole incerte e soggette a cambiamenti, che mette a rischio non solo la continuità industriale dell’ex Ilva ma in generale gli investimenti nel nostro Paese, che come sappiamo ha bisogno di crescita, sviluppo, lavoro e certezza normativa”.

“Il problema delle garanzie legali va risolto al più presto, occorre chiarezza, certezza delle regole e la definizione di un percorso condiviso che rimetta in moto lo stabilimento: un Paese moderno non può navigare a vista e rischiare che il 6 settembre chiuda una delle più importanti realtà industriali dell’Italia”.

 

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